L’EREDITÀ DEI TRE NIÑOS DI LLULLAILLACO FRA ARGENTINA DEL NORD E PERÙ
Disponibili per l’estate 2026 due nuove proposte curate da CartOrange Tour Operator, grazie alle quali riscoprire il lascito Inca in Sudamerica, attraversando deserti d’alta quota, oasi agricole ed esperienze gastronomiche che omaggiano il cibo degli dei
Milano, 9 marzo 2026– Il Sudamerica torna a sollevare domande inaggirabili per l’uomo, ma non per CartOrange. Grazie alla creatività del tour operator interno – CartOrange Tour Operator -, al servizio dei 450 Consulenti per Viaggiare®, sono stati ideati per l’estate due itinerari distinti solo sulla carta, benché fra loro sottilmente interconnessi: il primo per le alture dell’Argentina del Nord, il secondo lungo le vie del gusto del Perù. La scelta dell’uno non è prioritaria rispetto all’altro, avendo come filo rosso l’enigmatica eredità della cultura Inca e la scoperta di rotte non ancora battute, ma per apprezzarne le sorprendenti assonanze è consigliato percorrerli entrambi con i giusti tempi. Tutte e due le proposte, infatti, sono personalizzabili insieme a un consulente dedicato CartOrange, godendo di assistenza continua e anteponendo sempre la propria idea alla rigidità del pacchetto.
Ad aver acceso improvvisamente i riflettori sull’America Latina è stata la proiezione nel Paese albiceleste del documentario “Los Niños” di Julián Giulianelli: un’opera che riscrive il rapporto dell’uomo contemporaneo con le testimonianze sacre del passato, invitando a riflettere sulla liceità e la continuità della loro narrazione. Che cosa rappresentano, per noi, tre corpi mummificati di bambini Inca ritrovati sul vulcano Llullaillaco quasi 30 anni fa? Perché far loro visita proprio oggi?
Nel silenzio minerale dell’Argentina del Nord
Il tour “Argentina del Nord”, percorribile in 14 giorni, è un invito a cambiare la propria percezione del mondo sia a livello mentale che fisico. Viene proposto come una lenta e meditata ascesa alle vette andine, che dagli eleganti quartieri etnici e dai caffè storici di Buenos Aires conduce in quota a 4.700 metri d’altitudine, attraversando l’antica via dei canyon e degli altipiani oggi nota come Ruta 40.
Lassù attendono i tre più famosi “niños” d’America, ma prima di poterli ammirare i viaggiatori hanno modo di esplorare con adeguata calma i luoghi più suggestivi della capitale argentina e riscoprirne i profondi legami con la storia dell’immigrazione italiana, così come le influenze della sua rinomata cucina: The Argentine Experience trasforma il viaggio sudamericano in racconto partecipato, invitando a preparare empanadas, immergersi nella storia di condivisione del mate e nella degustazione guidata di vini boutique del territorio.
Un volo permette poi di trasferirsi direttamente a Salta, gioiello neocoloniale nell’Argentina del Nord Ovest, custode di uno dei centri culturali più affascinanti dell’intero continente: il Maam, Museo di Alta Montagna, all’interno del quale sono esposte in perfetto stato di conservazione le tre mummie dei “Niños del Llullaillaco”. Il viaggio prosegue: da Salta imbocca lo spettacolare tracciato lungo la Cuesta del Obispo sino alla panoramica Piedra del Molino, a oltre 3.300 metri d’altitudine. La strada si spinge ancora oltre, a 4.700 metri, dove regnano solo silenzio e incessante mineralizzazione. Qui il paesaggio è scabro, essenziale, fatto di saline di un bianco abbagliante, di piccole peñas e villaggi di adobe ipnotizzati dalle tonalità iridescenti del Cerro de Los Sietes Colores. Il viaggio si chiude alle Cataratas del Iguazú, con un passaggio simbolico tra Argentina e Brasile. Con il passaporto in mano si cambia prospettiva: dal lato argentino ci si avvicina fino alla Gola del Diavolo, immersi nella forza delle cascate; dal lato brasiliano lo sguardo si apre sull’intero anfiteatro naturale. Un confine che non divide, ma amplifica la potenza e lo spettacolo dell’acqua.
“Argentina del Nord”:tour di 14 giorni lungo lungo la rotta Buenos Aires-Salta-Iguazu, con ampi tratti in autonomia su 4×4 incluso nel prezzo. A partire da 3.900 euro a persona (tasse aeroportuali escluse).
Sacri segreti del Perù gastronomico
Le stratificazioni geologiche e temporali dell’Argentina del Nord ritornano, o sono invece anticipate, in Perù, Paese capace di dispensare analogo fascino, ma altrettanta complessità: semi e radici che affondano in secoli di cui si perde il conto, colture nate ad altitudini proibite, carni aromatizzate dai silenzi della storia. Ogni ingrediente è una traccia, un’orma lasciata sul territorio più importante dell’antico regno Inca, esteso su tutte e quattro le direttrici del mondo.
Che ci si trovi in una terra di profonda e raffinata cultura appare evidente sin dallo sbarco a Lima, patrimonio Unescodove il filo diretto con i conquistador non si è mai davvero spezzato: a Casa de Aliaga, dono di Francisco Pizarro al suo capitano Jerónimo de Aliaga, è possibile incontrare ancor oggi i discendenti del più famoso condottiero della corona spagnola. Scalinate in legno intagliato, cortili barocchi e saloni imperiali restituiscono tutta la freschezza di un’epopea che ha lasciato tante meraviglie architettoniche. Si cena all’interno della Huaca Pucllana, in una piramide di adobe di 1500 anni fa dove archeologia, luci soffuse e sapori evocativi concorrono a dischiudere porte temporali di cui è impossibile conoscere le reali profondità.
Serve pazienza per comprendere le molteplici influenze della cultura peruviana, dedicandosi un giorno ad apprendere l’arte di preparazione del Pisco Tour, un altro a lezioni di cucina in cui mais, patate andine, peperoncini e pesce del Pacifico offrono già di per sé un assaggio dell’incredibile biodiversità del Paese. Il quartiere di Barranco, poi, è l’autentico regno dello street food popolare, grazie alle sue suadenti contaminazioni afro e andine; sono però le esperienze sensoriali col cacao, il caffè e il pisco di Cuzco a riportare in vita i fasti dorati dell’imperatore Atahualpa. Nel laboratorio del ChocoMuseo si scoprono i segreti del cacao e del cioccolato peruviano. Attraverso profumi e sapori prende forma un vero viaggio nella geografia del Paese: dalle Ande alle umide foreste attraversate dal Rio delle Amazzoni, fino alla tradizione millenaria del “cibo degli dei”.
Alla Valle Sacra di Cuzco si visitano le terrazze concentriche di Moray, testimonianza dei laboratori agricoli Inca, al pari delle abbacinanti saline di Maras. A Chinchero, invece, il ristorante Unu Tiobamba riporta in tavola ricette tradizionali appellandosi alla Pachamama: il “forno della terra” nella quale vengono cotte carni, patate e mais sotto pietre roventi, celebrando la Madre Terra delle origini. Il cibo diviene qui memoria collettiva in atto. Un riavvolgere le spirali del tempo che prendono materialmente forma nel tragitto stesso del treno Voyager, le cui vetrate panoramiche lasciano gradualmente affiorare la meraviglia: il sito archeologico di Machu Picchu, viaggio nel viaggio, imperdibile nel momento in cui le nebbie mattutine lo celano. Spingersi oltre non è più possibile: qui si tocca il cielo.
“Perù Gastronomico”: tour di 10 giorni lungo la rotta Lima-Cuzco-Machu Picchu, con tappe ed esperienze di degustazione della tradizione peruviano-incarica. A partire da 3.100 euro a persona, voli inclusi (senza tasse aeroportuali).








