“TERRAE, VIAGGI CHE TRASFORMANO”: KEL 12 LANCIA LA NUOVA LINEA”
Pensati per coltivare uno scambio autentico con luoghi, comunità e natura, intrecciando attenzione all’ambiente e resilienza culturale, i primi otto programmi al via da febbraio 2026.
Milano, 7 ottobre 2025 – Non Terra, ma Terrae, perché il viaggio consapevole vive luoghi, anziché raggiungere mete. La nuova linea di prodotto di Kel 12 debutta e mette subito in chiaro la sua volontà di andare oltre i modelli turistici tradizionali: le esperienze in programma a partire dagli inizi del 2026 sono infatti pensate per creare una relazione profonda col mondo esplorato, intrecciando ascolto, presenza, ma anche e soprattutto reciprocità.
VIAGGIARE COME ATTO DI RELAZIONE
“Si tratta di una selezione di viaggi che invitano alla sensibilità – spiega Angelica Pastorella, Sustainability Project Manager di Kel 12 – pensati per andare oltre l’idea del viaggio come esperienza individuale. Ciò che si vive non rimane infatti patrimonio esclusivo del viaggiatore, ma diventa parte di un flusso che coinvolge comunità, culture, paesaggi ed ecosistemi. La linea Terraerappresenta così un autentico cambio di prospettiva: l’io si riconosce in un noi collettivo, maturando la consapevolezza di una connessione viva e costante con il mondo che ci circonda e che abitiamo. Sia nello spazio del cammino, sia nella memoria che il tempo trattiene.”
IMPRONTE FECONDE
Finalità della proposta di Kel 12 è la creazione di valore culturale, sociale e ambientale, attraverso il sostegno direttoche i partecipanti offrono ai progetti o alle comunità cui prendono parte. Proprio per questo motivo, la selezionedell’operatore si estende all’intero globo terracqueo ed è destinata a trasformarsi progressivamente negli anni, in funzione di come evolveranno le esperienze vissute o gli interessi risvegliati.
OTTO PROGRAMMI GIÀ DAL 2026
Il calendario della stagione inaugurale 2026, in linea con le odierne aspettative del viaggiatore, conta già otto possibili partenze, ma l’attenzione rivolta a nuove idee, iniziative e progetti resta vigile, pronta a far tesoro anche delle suggestioni e degli interessi condivisi dagli ospiti eticamente più sensibili. L’isola di Socotra, nello Yemen, sarà la prima destinazione di visita (con tour in calendario dal 5 al 14 febbraio 2026 e dal 9 al 18 novembre 2026), ma sono disponibili partenze anche per gli Stati del Kerala e del Karnataka nell’India del Sud (dal 12 al 26 febbraio 2026 e dal 30 novembre al 14 dicembre 2026), per la Sardegna (dal 3 al 10 maggio 2026) e per l’Elba (dal 28 aprile al 2 maggio 2026) , dirette alla regione desertica di Puna in Argentina (dal 7 al 22 maggio 2026) e alle isole Azzorre (dal 5 al 14 giugno 2026), ma anche per il Sudafrica (dal 9 al 22 settembre 2026) e il Vietnam (dal 29 settembre al 13 ottobre 2026).
OGNI MEZZO (DI TRASPORTO) VALE
«Ogni esperienza è diversa dall’altra – chiarisce Angelica Pastorella – perché può spaziare da lente camminate tra gli scenari primordiali di Socotra, a percorsi in 4×4 nelle aree più remote, fino all’utilizzo di treni e pullman a basso impatto ambientale in India, per ottimizzare i tempi di spostamento. In alcune località ricorriamo a e-rickshaw o a minivan, come in Sardegna con il suggestivo Trenino Verde, per garantire una mobilità dolce e sostenibile. L’intento, in ogni caso, è avvicinarsi quanto più possibile allo stile di vita locale, affinché i nostri ospiti possano interagire in maniera autentica con le comunità, lasciando una traccia feconda e condivisa del proprio passaggio».
CITTADINI DEL MONDO
Ecco allora che Socotra non è più soltanto l’isola delle meraviglie naturalistiche da osservare con reverente distacco, ma un luogo vivo che custodisce sorprendenti laboratori artigianali, dove cooperative di donne intrecciano foglie di palma e lavorano resine preziose; e tra dracene e wadi nascosti emergono capi-villaggio poeti e docenti universitari, con i quali leggere l’unicità degli insediamenti dell’isola.
Così, nella Puna argentina, l’altopiano si trasforma in un laboratorio a cielo aperto: i viaggiatori si affiancano a vulcanologi e antropologi per osservare i fenomeni geologici e le tradizioni ancestrali, mentre nelle comunità locali la tessitura,l’allevamento sostenibile e i rituali della Pachamama restituiscono il senso di un incontro che intreccia scienza, cultura e spiritualità.
In Vietnam, il percorso attraversa risaie, montagne e città storiche, alternando pratiche di Tai Chi all’alba, sessioni con maestri di calligrafia e medicina tradizionale, fino all’incontro con le minoranze etniche del Nord e i progetti di inclusione sociale ad Hanoi.
In Kerala e Karnataka, il viaggio si addentra nelle backwaters tra cooperative femminili e villaggi agricoli, conduce ai siti UNESCO di Hampi e Pattadakal e porta a incontrare le donne Kathakali, a condividere la vita con i coltivatori di caffè e i pescatori delle lagune, fino alle giornate di yoga e Ayurveda a Gokarna, in un contesto di natura e spiritualità.
In Sudafrica, il cammino incontra la straordinaria esperienza delle Black Mambas, la prima unità antibracconaggio interamente femminile, e si arricchisce con la citizen science lungo il fiume Eerste, in collaborazione con la biosfera UNESCO di Stellenbosch.
Alle Azzorre, tra crateri vulcanici e giardini termali, i viaggiatori partecipano a progetti di riforestazione nelle foreste originarie, camminano con biologi e geologi lungo le fumarole e osservano delfini e balene con esperti di tutela marina, incontrando comunità che hanno trasformato la caccia in un futuro di sostenibilità.
L’Italia non fa eccezione: l’Isola d’Elba, rivela il suo volto più intimo tra miniere dismesse, montagne di granito, vigne che sperimentano l’affinamento subacqueo del vino e borghi medievali sospesi tra mare e foreste. Nel cuore della Sardegna, infine, i borghi di Lollove, Orgosolo e Orroli custodiscono la stessa forza delle mete più lontane, tra case di pietra recuperate da progetti di ripopolamento, cucina a chilometro zero e camminate botaniche tra nuraghi.
OGNI TETTO È CASA
Sotto il profilo ricettivo, le soluzioni proposte puntano a rispettare tanto le abitudini locali quanto le esigenze di comfort necessarie a sostenere il ritmo del viaggio, offrendo la possibilità di vivere diversi livelli di ospitalità all’interno dello stesso itinerario. In Argentina, ad esempio, si alternano soggiorni in finca d’alta quota, pousadas comunitarie, boutique hotel e hostarie familiari, in un percorso che intreccia la vita rurale con esperienze culturali e naturalistiche.
Alle Azzorre, l’accoglienza si intreccia con il paesaggio stesso: residenze immerse in scenari vulcanici e termali, dove il dialogo con il territorio continua tra vigneti, apiari e coltivazioni di tè che aprono le proprie porte ai viaggiatori.
In Sudafrica, l’ospitalità assume la forma di lodge che sperimentano soluzioni bioclimatiche e l’impiego di energie rinnovabili, senza rinunciare al legame diretto con la natura circostante, dove si raccolgono piante selvatiche sotto la guida dei ranger e si partecipa a pratiche di conservazione.
In India, i pernottamenti si svolgono tra boutique hotel, heritage hotel e resort immersi nella natura, luoghi che incarnano un modello di turismo responsabile e sostenibile, dove la tradizione dialoga con la spiritualità e il benessere.
In Vietnam, il soggiorno si alterna tra ecolodge, piccoli hotel di charme e strutture a gestione comunitaria, pensate per favorire l’incontro con le minoranze etniche, la cucina tradizionale e progetti di inclusione sociale.
All’Isola d’Elba, la Grande Traversata Elbana accompagna i viaggiatori attraverso una rete di ospitalità diffusa che riflette l’anima dell’isola, tra borghi antichi, campagne e coste, con esperienze che uniscono natura e memoria.
In Sardegna, infine, i pernottamenti in antiche case di pietra e dimore storiche restituiscono l’essenza di un patrimonio da vivere e condividere, tra convivialità comunitaria e paesaggi sospesi nel tempo.
Il lusso dei viaggi “Terrae” non consiste dunque nell’esclusività, ma nell’eccezionalità di esperienze che rivelano il proprio autentico valore nel lascito per sé, esattamente come per l’altro: il latino, d’altra parte, è una lingua che dice sempre più di quanto intenda, visto che “Terrae” declina al contempo il caso genitivo e dativo. Quel che appartiene a me, resta a te. E viceversa. Così il bene proprio si trasforma in bene comune. Così nascono i luoghi e i viaggi della metamorfosi.
Per informazioni: kel12.com









