ALLE RADICI DEL MITO DELLA PATAGONIA

Fra Argentina e Cile, dove osano gli esploratori italiani

“In poche terre il passaggio dal grandioso, desolante, orrido, all’ameno, al ricreante, al gaio, si effettua con tanta rapidità quanto alla Terra del Fuoco”

(Giacomo Bove)

Torino, 30  maggio 2024 – Le radici dell’Italia si spingono sino alla Fine del Mondo. Grazie a un itinerario di 15 giorni che dalla capitale dell’Argentina conduce ai fiordi della Terra del Fuoco, Latitud Patagonia accende i riflettori su una pagina di storia che merita ancora di essere raccontata e vissuta.

LA RISCOPERTA DELLE RADICI

Nel 2024, Anno delle Radici Italiane, il “Gran Tour della Patagonia” del brand di Quality Group permette a gruppi di minimo 2 persone, e massimo 16, di ripercorrere orme doppiamente leggendarie: quelle impresse nei misteriosi territori esplorati da Ferdinando Magellano e dal vicentino Antonio Pigafetta – la cui “Relazione sul primo viaggio intorno al mondo” uscì esattamente 500 anni fa – ma lasciate pure, sul finire dell’Ottocento, da oltre 800mila coraggiosi connazionali. Ad aprir loro la via, oltre che la possibilità di insediarsi in spazi ancor oggi ai limiti della civiltà, fu un altro esploratore dal destino tragico: il piemontese Giacomo Bove, autore di due spedizioni italo-argentine di cui l’itinerario di Latitud Patagonia condivide tratti salienti e delle quali il Comune natale dell’esploratore, Maranzana (Asti), ha programmato il 26 maggio 2024 le celebrazioni del 140° anniversario. Oggi le sue imprese sono inoltre raccontate nel recente best seller in libreria di Marco Valle, “Esploratori straordinari”.

UN TOUR DI TERRA E DI MARE

Sei le tappe principali del “Gran Tour della Patagonia”, distribuite fra Argentina e Cile, con spostamenti per la maggior parte via terra e guide in lingua spagnola o inglese per le navigazioni: Buenos Aires, Ushuaia, Punta Arenas, Puerto Natales, Torres del Paine ed El Calafate.

Notevole vantaggio dell’itinerario è l’uso ridotto dell’aereo per gli spostamenti interni, visto che – a differenza degli usuali 5 o 6 voli – se ne contano solo due: il primo è quello che dalla capitale porta il 4° giorno a Ushuaiala città più a sud del mondo dove il 60% dei cognomi è italiano. Qui lo zampino fu quello di un imprenditore edile bolognese di nome Carlo Borsari, capace nel 1948 di procurar casa a 650 concittadini, convincendoli ad abitare fra ex galeotti anarchici e leoni marini dall’olezzo impietoso. Il secondo parte da El Calafate e riporta a Buenos Aires, dove è così possibile godere di un ulteriore giorno nella capitale oltre ai due di arrivo. Con il volo Ita Airways da Roma Fiumicino o dagli aeroporti d’avvicinamento serviti dalla compagnia, la capitale argentina può fra l’altro essere raggiunta in classe economy, premium economy o business.

Nell’opzione estesa del tour, che prevede 17 giorni di viaggio, da El Calafate all’estremo sud del Continente si può volare addirittura al Parco nazionale di Iguazù, a ridosso del Brasile: oasi naturalistica oggi nota per le sue imponenti cascate, ma fra i più antichi territori di migrazione e insediamento anch’essi rimappati da Giacomo Bove.  

NEL REGNO DEI PINGUINI E DEI GIGANTI DI GHIACCIO

Il fulcro del viaggio resta però lo stesso per entrambe le soluzioni e fa di Ushuaia la porta d’ingresso alle mirabilia patagoniche. Dopo la visita del Parco nazionale della Terra del Fuoco, abitato un tempo da indigeni Selk’nam scambiati per giganti dai piedi abnormi, l’ultimo contatto con le certezze della scienza è la navigazione sul Canale di Beagle, attraversato dal brigantino di Charles Darwin durante le sue ricerche naturalistiche. Via bus si raggiunge il 6° giorno Punta Arenas in Cile, traghettando per il leggendario Stretto di Magellano e navigando il 7° per l’Isla Magdalena regno dei pinguini magellanici, ai quali fanno seguito l’8° giorno i resti preistorici della Cueva de Milodón, steppe dai paesaggi sconfinati e popolati di guanacos, i celebri Cuernos del Paine, per risalire via terra e via nave sino agli iceberg fantasma del lago Argentino il 9° giorno. Il successivo ancora ghiacciai mozzafiato: l’Upsala, il Seco, lo Spegazzini, poi l’incontro fatico. Nel Parco nazionale Los Glaciares, a 75 km da El Calafate, i 70 metri di altezza del Perito Moreno segnano una muraglia azzurra invalicabile, oltre la quale comincia la Fine del Mondo e la parola è vinta definitivamente dal mito.

Gran Tour della Patagonia; durata: 15 giorni, 12 notti (17 giorni con estensione facoltativa per le cascate di Iguazù); partenze dal 19 ottobre all’8 marzo. A partire da euro 5.181 – Esclusiva Latitud Patagonia

Per informazioni: https://www.qualitygroup.it