LA PRIMAVERA, IL MOMENTO GIUSTO PER CAMBIARE RITMO
Pasqua e ponti di primavera con Kel 12 ACTIVE: Marocco in bici tra Atlante e Sud e Capraia a piedi lungo la dorsale vulcanica
Milano, 9marzo 2026 – Per Pasqua e i ponti di primavera cresce la richiesta di viaggi attivi: percorsi guidati, tempi sostenibili e tappe pensate per alternare movimento e scoperta.
La linea Active di Kel 12 raccoglie questa esigenza con due itinerari, uno in Marocco e uno in Italia, costruiti per viaggiare con consapevolezza e un ritmo che facilita l’incontro con paesaggi e culture locali.
La linea Active di Kel 12 promuove un turismo consapevole e si affida a professionisti che ne rendono possibile la qualità: guide ambientali escursionistiche, accompagnatori turistici e specialisti di mountain biking, spesso anche ideatori dei percorsi. Accompagnano i viaggiatori in esperienze autentiche e sostenibili, dove l’attività outdoor si integra con la componente culturale degli itinerari Kel 12 e le sistemazioni offrono un contatto più diretto con i territori e con le persone che li abitano
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MAROCCO IN BICI: DA MARRAKECH AI VILLAGGI BERBERI DELL’ATLANTE
L’itinerario parte nel cuore di Marrakech, a pochi passi da Jemaa el-Fnaa, con un briefing di introduzione al tour e cena nella medina, per entrare in città senza viverla di corsa. Il giorno successivo si lascia Marrakech in van e si sale tra tornanti e villaggi fino al passo del Tizi n’Tichka, dove inizia la pedalata: strade isolate e una lunga discesa verso Telouet, nella valle del Grande Atlante.
Qui sono previste la visita della kasbah, residenza del pascià El Glaoui, e delle miniere di sale nei dintorni; si prosegue poi fino ad Aït Ben Haddou per la visita della kasbah, resa nota anche da famosi set cinematografici. La giornata alterna van e bici (60 km in bicicletta, difficoltà bassa), mantenendo continuità senza forzare il ritmo.
La rotta continua verso Ouarzazate, tra la valle del Drâa e quella del Dadès, avvicinando il viaggio a scenari più aridi e al margine del Sahara. Si entra nella valle del Dadès passando da El-Kelaà M’Gouna, legata alla coltivazione della rosa damascena e alla produzione di cosmetici a base di petali; poi si risale la valle di M’Goun, “valle delle rose”, fino a Bou Thrarar. Da qui riprende la pedalata in discesa lungo la valle, con rientro a El-Kelaà M’Gouna e arrivo alle gole del Dadès: una tappa pensata per rendere evidente il passaggio tra aree abitate e paesaggi scolpiti dalla roccia.
Il tratto che definisce maggiormente il carattere Active è la traversata tra le gole: dalle gole del Dadès si percorre una pista sterrata in un ambiente isolato, abitato da nomadi, e si raggiungono le gole del Todra lungo un’antica via di collegamento utilizzata in passato dai berberi, indicata come percorso “da gola a gola”. La parte finale porta verso il Jbel Saghro nell’Anti Atlante, attraversa Alnif e Tazarine e rientra in direzione della valle del Drâa; ad Alnif è prevista la possibilità di visitare un’antica kasbah con sotterranei e palme, prima della notte a N’kob in riad. Il rientro a Marrakech avviene in van attraversando la “montagna rossa” del Saghro fino alla valle del Drâa, con visita ad Agdez e alla kasbah di Tamnougalt. L’arrivo nel pomeriggio lascia spazio alla cena finale e, per chi lo desidera, a un bagno turco tradizionale.
TREKKING A CAPRAIA – L’ISOLA PIÙ SELVAGGIA DELL’ARCIPELAGO TOSCANO
L’Arcipelago Toscano si trova tra Mar Tirreno e Mar Ligure e riunisce isole dai paesaggi diversi; Capraia viene descritta come la più selvaggia, anche perché le strade asfaltate si limitano a poche centinaia di metri. Le denominazioni antiche – Aegylon per i Greci (“terra di capre”), Kapra per gli Etruschi (“pietra”) – collegano identità e geologia: origine vulcanica e una dorsale interna con i monti Arpagna, delle Penne e Castello, attraversata da sentieri che risalgono crinali, entrano nelle valli e scendono verso scogliere e calette ciottolose.
Dopo l’arrivo in traghetto da Livorno, il primo trekking porta verso lo Zenobito, con possibilità di avvistare muflone, falco pellegrino e diverse specie di gabbiani; si percorre il “sentiero perduto dello Zenobito”, indicato come una delle vie più antiche e già riportata in una cartina del 1843, fino alla Torre dello Zenobito. Da qui si sale alla vetta del Monte Arpagna, dove si trova il semaforo marittimo dismesso e si apre la vista sul Canale di Corsica. Il rientro attraversa la macchia mediterranea sul versante sud-ovest fino al paese, con possibilità di bagno a Cala del Ceppo. La cena è prevista in un ristorante di pesce, in continuità con l’idea di soggiorno legato al luogo.
Il programma si completa con un secondo trekking sul Monte Penne e sul Monte Castello, includendo il passaggio all’ex carcere, pranzo al sacco allo Stagnone e rientro in traghetto nel secondo pomeriggio. In questo itinerario la componente gastronomica fa parte del racconto del territorio: formaggio caprino, piatti di pesce, miele millefiori, vino aleatico e liquori della macchia mediterranea.
Per i lettori: kel12.com









